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Sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore negli adulti: valutazione e gestione

di Matthew K. Hawks, Jennifer E. Svarverud • Settembre 2021
Si definisce emorragia del tratto gastrointestinale superiore qualsiasi sanguinamento compreso tra la bocca ed il legamento di Treitz. I fattori di rischio comuni per il sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore includono precedenti emorragie gastrointestinali superiori, il trattamento con farmaci anticoagulanti o farmaci antinfiammatori non steroidei ad alte dosi e l’età avanzata. Le cause del sanguinamento gastrointestinale superiore includono il sanguinamento secondario ad ulcera peptica, la gastrite, l’esofagite, il sanguinamento da varici, la sindrome di Mallory-Weiss e le neoplasie del tratto gastrointestinale. I segni e sintomi dell’emorragia del tratto gastrointestinale superiore possono includere dolore addominale, capogiri, vertigini, sincope, ematemesi e melena. L’esame obiettivo comprende la valutazione della stabilità emodinamica, la presenza di dolore addominale o di tenderness addominale e l’esame del colore delle feci. Gli esami di laboratorio dovrebbero includere un emocromo completo, un pannello metabolico di base, il profilo della coagulazione, gli esami di funzionalità epatica, la determinazione del gruppo sanguigno ed il test di cross-reattività. Un bolo di soluzione fisiologica o di Ringer lattato deve essere rapidamente infuso per correggere l’ipovolemia e mantenere una adeguata pressione sanguigna, ed è necessario sottoporre il paziente ad emotrasfusione quando l’emoglobina è inferiore a 7 g per dL. Le regole di previsione clinica (per esempio il punteggio di Glasgow-Blatchford per il sanguinamento) sono necessarie per la stratificazione del rischio di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore e per determinare la terapia. Nei pazienti con instabilità emodinamica e segni di sanguinamento gastrointestinale superiore dovrebbe essere eseguita una endoscopia in regime di urgenza entro 24 ore dalla presentazione. Una strategia comune nei pazienti in cui l’emostasi endoscopica risulta inefficace è quella di tentare l’embolizzazione arteriosa transcatetere, per poi procedere all’intervento chirurgico se non si ottiene l’emostasi. La terapia con inibitori di pompa protonica dovrebbe essere iniziata non appena presenti i segni di una emorragia del tratto gastrointestinale superiore. Le linee guida raccomandano il trattamento con inibitori di pompa protonica ad elevate dosi per le prime 72 ore dopo l’endoscopia, essendo questo il momento a maggior rischio di recidiva di sanguinamento. La decisione in merito alla ripresa della terapia antitrombotica nei pazienti con emorragia del tratto gastrointestinale superiore è spesso difficile a causa della mancanza di evidenze sufficienti a supporto.
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