Mastite: una rapida revisione delle evidenze
di Dr.ssa Erin F. Morcomb, Dr.ssa Carmen M. Dargel, Dr.ssa Sydney A. Anderson • Febbraio 2026
Il termine mastite indica uno spettro di condizioni infiammatorie della ghiandola mammaria. La mastite da lattazione è la forma più frequente, con un’incidenza approssimativa del 10% negli Stati Uniti, e insorge soprattutto entro i primi 3 mesi dal parto. La diagnosi è clinica, basata su sintomi quali febbre, malessere, dolore/tensione mammaria focale ed eritema o iperpigmentazione cutanea sovrastante, ed in generale non necessita di esami di laboratorio o imaging. L’esame colturale del latte è raramente necessario, ma può essere considerato in pazienti a maggior rischio (ad esempio immunocompromesse, senza risposta dopo 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica, infezioni severe/ricorrenti, sospetta resistenza). L’ecografia mammaria va presa in considerazione se il quadro non migliora entro 48 ore, peggiora o se c’è il sospetto di un ascesso (in particolare nelle pazienti immunocompromesse o con recidive). Poiché molti casi sono sostenuti prevalentemente da infiammazione più che da infezione batterica, spesso è adeguato un trial di 24-48 ore di misure conservative: antinfiammatori non steroidei, applicazione di freddo/ghiaccio, continuare l’allattamento diretto (se tollerato) e ridurre al minimo l’utilizzo del tiralatte. Se non c’è miglioramento o i sintomi peggiorano, si possono prescrivere antibiotici a spettro ristretto diretti contro la flora cutanea più comune (stafilococchi e streptococchi). La maggior parte delle pazienti è gestibile in regime ambulatoriale con terapia orale; in caso di peggioramento clinico, instabilità o sospetto di sepsi, possono essere necessari antibiotici per via endovenosa e il ricovero ospedaliero. L’uso di probiotici per il trattamento o la prevenzione non è supportato da evidenze solide. Tra i principali fattori di rischio figurano l’iperlattazione e il trauma tissutale secondario a manovre aggressive; per questo motivo non sono più raccomandati calore, massaggi/vibrazioni, “svuotamenti completi” ripetuti e eccessivo utilizzo del tiralatte, perché possono aumentare l’infiammazione e peggiorare la sintomatologia. La prevenzione più efficace resta una tecnica di allattamento corretta (attacco efficace) e, quando possibile, favorire un allattamento fisiologico rispetto al tiralatte.
(Am Fam Physician. 2024:110(2):174-182. Copyright © 2024 American Academy of Family Physicians).
(Am Fam Physician. 2024:110(2):174-182. Copyright © 2024 American Academy of Family Physicians).
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