Paralisi di Bell: Revisione rapida delle evidenze
di Dr.ssa Sarah N. Dalrymple, Dr.ssa Jessica H. Row, Dr. John Gazewood • Giugno 2023
La paralisi di Bell deve essere sospettata nei pazienti che presentano paralisi del volto o debolezza facciale unilaterale ad esordio acuto, in assenza di altre anomalie neurologiche. La prognosi è complessivamente buona. In più di due terzi dei pazienti con paralisi di Bell tipica si ha un recupero spontaneo completo. Nei bambini e nelle donne in gravidanza, la percentuale di recupero completo raggiunge il 90%. La paralisi di Bell è una patologia idiopatica e per la diagnosi non sono necessari esami di laboratorio o indagini radiologiche. Quando vengono prese in considerazione altre cause di debolezza facciale, gli esami di laboratorio possono aiutare ad identificare cause con indicazione a trattamento. La terapia con corticosteroidi orali (prednisone, da 50 a 60 mg al giorno per cinque giorni, seguito da un décalage di cinque giorni) rappresenta il trattamento di prima linea nella paralisi di Bell. La terapia combinata con un corticosteroide orale e un farmaco antivirale può ridurre i tassi di sincinesia (dovuta alla ricrescita errata delle fibre del nervo facciale che si manifesta come una contrazione involontaria di alcuni muscoli facciali). Gli antivirali consigliati sono il valaciclovir (1 g tre volte al giorno per sette giorni) o l’aciclovir (400 mg cinque volte al giorno per 10 giorni). Il trattamento con i soli farmaci antivirali è inefficace e non è raccomandato. La terapia fisica può essere utile nei pazienti con paralisi di grado grave.
(Am Fam Physician. 2023; 107(4): 415-420. Copyright © 2023 American Academy of Family Physicians).
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